mercoledì 18 dicembre 2013

Insalata di rinforzo

Questa pietanza è così chiamata a Napoli in quanto originariamente era servita durante il cenone della Vigilia di Natale, cenone notoriamente di magro, che, seppure venissero consumate abbondanti portate di pesce, si riteneva dovesse essere rinforzato con questa insalata.


INGREDIENTI (dosi per sei persone)
  • 1 cavolfiore
  • 250 gr. di olive verdi e nere
  • 100 gr. di acciughe
  • 3 papaccelle sott'aceto
  • 200 gr. di sottaceti
  • 2 cucchiai di aceto di vino bianco
  • 100 gr. di olio evo
  • sale q.b.

PREPARAZIONE
Dopo aver lavato il cavolfiore, staccate le cimette e mettetele a bollire in acqua salata per 10 minuti circa, scolate e fate raffreddare in un capiente piatto da portata. Aggiungete le papaccelle sotto aceto spezzettate, dopo averle pulite del torsolo e dei semi e lavate sotto acqua corrente. Poi aggiungete le acciughe dissalate, deliscate e tagliate a pezzetti, le olive,  i sottaceti e condite con l'olio e l'aceto, aggiustate di sale.  Il condimento va fatto in anticipo, per dar modo agli ingredienti di amalgamarsi bene con le cimette del cavolfiore, se la preparate il giorno prima è ancora meglio. Servitela in piatto di portata o ancora meglio in  una ciotola bella capiente.

ACCORGIMENTI
La preparazione di questo piatto tradizionale del Natale napoletano è alquanto agevole, l'unica raccomandazione è quella di acquistare prodotti di qualità. Potete dosare come volete i vari ingredienti a seconda del vostro gusto.

sabato 14 dicembre 2013

Scialatielli ai frutti di mare

Questo è un buon piatto di mare, tipico della costiera amalfitana. La sua caratteristica è la presenza nella ricetta di questo tipico formato di pasta che cattura bene i liquidi rilasciati dai frutti di mare. È una vera prelibatezza!!!



INGREDIENTI (dosi per sei persone)
per la pasta:
  • 300 gr. di farina di semola di grano duro
  • 200 gr. di farina di grano tenero 00o
  • acqua q.b
per il condimento:
  • 500 gr. di cozze
  • 500 gr. di vongole veraci
  • 6 scampi
  • 500 gr. di gamberetti  
  • 4 calamari (piccoli)
  • 250 gr. di pomodori pelati (o pomodorini)
  • 100 gr. di olio evo
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • mezzo bicchiere di vino bianco secco

PREPARAZIONE
Per la preparazione della pasta vedete il post "scialatielli" tra le paste fatte a mano. Pulite e lavate bene tutto il pesce. Mettete le vongole a bagno affinché perdano una parte del sale e l'eventuale sabbia e pulite bene il guscio delle cozze. Quando tutto il pesce è pronto, lo mettete a scolare affinché perda un po' dell'acqua di lavaggio e poi tagliate i calamari a rondelle e i tentacoli a pezzi. Nel frattempo in una padella abbastanza ampia mettete l'olio e l'aglio e fate insaporire a fuoco basso poi cominciate ad aggiungere il pesce in ordine di cottura. Aggiungete perciò, i calamari e gli scampi, poi le vongole e le cozze e per ultimo i gamberetti. 



Coprite con un coperchio e lasciate cuocere il pesce tutto insieme per una decina di minuti, nel mentre i gusci delle vongole e delle cozze si saranno aperti. Sfumate con del buon vino bianco, poi aggiungete la polpa dei pomodori pelati e lasciate cuocere ancora per circa 10 minuti. Nel frattempo lessate gli scialatielli, scolateli ben al dente e velocemente (non deve essere completamente asciutta), completate la cottura facendoli "saltare" nella padella.


In ultimo, spolverate con del prezzemolo tritato e servite il piatto caldissimo.Impiattare decorando con vongole e cannolicchi interi e con qualche scampo che il commensale provvederà a liberare dal carapace

ACCORGIMENTI
Per la buona riuscita di questo piatto si raccomanda naturalmente che il pesce sia fresco. Volendo si può usare anche quello congelato, purché di buona qualità, anche se il sapore del fresco è ovviamente tutto un'altra cosa. Nella scelta del pesce non sempre è obbligatorio usare sempre gli stessi ingredienti, perché dipende da quello che trovate più fresco dal pescivendolo; infatti potete tranquillamente usare anche altri frutti di mare (cannolicchi, fasolare, ecc).Come tutti i piatti a base di pesce non deve essere troppo cotto e deve essere preparato al momento. Gli scialatielli ormai si trovano facilmente già preparati tra le paste fresche, anche nei supermercati. Conservate sempre un mestolo della loro acqua di cottura che vi può servire quando amalgamate in padella. Io preparo anche una versione senza pomodoro che è ugualmente saporita, anzi forse si esaltano ancora di più i sapori del pesce.

Anatra all'arancia

Questo piatto, al contrario di quanto si crede comunemente, non nasce in Francia, bensì a Firenze, quando si utilizzava il succo degli agrumi per conservare la carne. È infatti molto probabile che da questa pratica sia derivata la ricetta del "paparo alla melarancia" esportata in Francia soltanto dopo il matrimonio di Caterina de' Medici con Enrico II. Col tempo l'anatra "all'arancia" divenne uno dei piatti simbolo della cucina francese. Il contrasto tra il sapore dolce dell'arancia e quello intenso e salato dell'anatra lo rendono un piatto particolare ed unico.


INGREDIENTI (dosi per sei persone)
  • 1 anatra pulita ed eviscerata, di circa 1.5/2 Kg.
  • 3 arance fresche e di scorza spessa
  • 100 gr. di burro
  • 1 pizzico di pepe nero
  • mezzo bicchiere di Grand Marnier
  • sale q.b.

PREPARAZIONE

Spelate un'arancia con un coltellino molto affilato, in modo da ottenere delle listarelle di buccia lunghe circa 5 cm, ma facendo attenzione a non staccare la parte bianca della scorza. Sbollentate le bucce per 5 minuti, sgocciolatele, fatele raffreddare e tagliatele in bastoncini finissimi nel senso della lunghezza; ne occorre una cucchiaiata abbondante. Fate macerare i bastoncini per un paio d'ore ricoprendoli con il Grand Marnier. Pulite, fiammeggiate e svuotate l'anatra, passatela con un panno e sfregatela esternamente e internamente col sale. Mettete sul fuoco vivo un tegame già imburrato, quando il burro si sarà sciolto, ponetevi dentro l'arancia e fatela rosolare leggermente. Lavate e sbucciate 2 arance eliminando anche la parte bianca, tagliale in 4 parti e posizionale dentro l'anatra, legate l'anatra con spago da cucina all'altezza delle zampe e delle ali, in modo che non si aprano durante la cottura, spalmatela con una noce di burro, punzecchiate la pelle con una forchetta e mettetela in una teglia, rivestita di carta forno. Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 1 ora, quindi sfornatela, slegatela, togliete i pezzi d'arancia, tenendoli da parte, e mettete nuovamente l'anatra nel forno per altri 20-30 minuti. A fine cottura la carne deve risultare leggermente rosata e ben cotta. Sgocciolate l'anatra dal liquido di cottura (che metterete però da parte) e tenetela in caldo. 



Mettete sul fuoco il fondo di cottura dell'anatra a calore piuttosto vivo e, mescolando, fatelo ridurre a 2/3 di volume. A questo punto aggiungetevi i bastoncini d'arancia e il Grand Marnier della marinata, diluito col succo delle arance che avete recuperato. Fate ridurre di metà a calore vivace. Staccate le cosce e le zampe dell'anatra, spellate il petto e ottenetene dei filetti. Disponete su un piatto da portata caldo i pezzi di anatra e ricoprite con la salsa preparata precedentemente e guarnite il tutto con gli spicchi di un'arancia tagliate a vivo (pulita anche della parte bianca) e guarnisci con la buccia d'arancia tagliata a julienne.


ACCORGIMENTI
La preparazione di questo piatto sembra complicata ma non è così, infatti la cottura in forno vi lascia molto tempo per fare nel frattempo altre cose. L'unico consiglio che vi dò è quello di comprare un'anatra genuina, anche se poi dovrete allungare i tempi di cottura anche fino a 2 ore. Assicuratevi sempre che le carni siano ben cotte e non fate asciugare troppo la salsina di accompagnamento, mentre se la vedete troppo liquida potete tirarla con un cucchiaio di fecola di patate o di amido di mais.

domenica 8 dicembre 2013

Mandarinetto

Esistono numerosi liquori a base di frutta, ma quelli agli agrumi sono tra i più caratteristici e graditi per l’aroma e il gusto, davvero unici. Quest'anno mi sono cimentata nella preparazione del liquore al mandarino, detto anche "mandarinetto", è un ottimo digestivo tipico della tradizione siciliana, oppure da utilizzare per aromatizzare dolci e macedonie.



INGREDIENTI
  • 1 lt. di alcool di buona qualità 95°
  • 25-30 mandarini di media grandezza
  • sciroppo (400 gr. zucchero e 1 lt. di acqua)

PREPARAZIONE
Lavate accuratamente i mandarini non trattati sotto l'acqua corrente. Pelateli 
facendo attenzione a non prelevare la parte interna bianca del frutto (il mallo), munitevi di un coltellino affilato.  Riponete le bucce in un vaso di vetro lavato e bene asciugato. 

Lasciate a macerare nell'alcool in un vaso o boccione, chiuso ermeticamente, al buio per circa 5 giorni o almeno fino a quando l'alcool non avrà raggiunto una colorazione giallo/ arancione. Trascorso il tempo previsto preparate lo sciroppo con l'acqua e lo zucchero. In un pentolino scaldate l'acqua e scioglietevi lo zucchero. Non appena lo sciroppo si sarà raffreddato unite l'alcool separato dalle bucce di mandarino e filtrato con un colino e carta velo. Preparate una bottiglia di vetro ben pulita e asciutta e con un imbuto versate il liquore. E' bene filtrarlo almeno due volte (dopo aver cambiato la garza o la carta) per ottenere un liquore più limpido. Controllate ogni 15 giorni la formazione di depositi ed eventualmente ridecantate e filtrate su carta velo. Ripetere l'operazione fino a quando otterrete un liquore trasparente, brillante e senza depositi. A questo punto imbottigliate usando bottiglie di vetro pulite e perfettamente asciutte. A questo punto il mandarinetto è pronto per essere bevuto.

ACCORGIMENTI
La fase più importante nella preparazione di questi liquori è sicuramente quella della scelta dei frutti utilizzati. Non devono essere stati assolutamente trattati. State attenti a scegliere quelli la cui buccia non sia eccessivamente rovinata e sia abbastanza spessa. Una volta scelti lavateli con cura. 

martedì 26 novembre 2013

Spaghetti con acciughe

Questo è un piatto che, nella sua semplicità, mantiene tutto il gusto della buona cucina mediterranea. E' un buon sostituto di "aglio e olio", adatto alle spaghettate con gli amici o quando si ha poco tempo e dovete improvvisare.


INGREDIENTI (dosi per sei persone)
  • 500 gr. di pasta di semola di grano duro formato spaghetti (o spaghettini)
  • 10 acciughe sotto sale
  • 100 gr. di olio evo
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 pizzico di pepe
  • sale q.b.

PREPARAZIONE
Fate rosolare l'aglio nell'olio caldo, aggiungete le acciughe pulite, spinate e lavate bene sotto acqua corrente. Togliete l'aglio quando si sarà rosolato e mescolate continuamente fino a quando le acciughe non si saranno sciolte completamente nell'olio. Lessate in acqua già salata gli spaghetti, scolateli al dente e amalgamateli bene in padella con il condimento e un mestolo di acqua di cottura della pasta. Infine aggiungete il prezzemolo tritato e il pepe. Serviteli caldissimi con il sughetto di acciughe appena fatto. Se volete potete aggiungere su ogni singolo piatto una manciata di mollica di pane sbriciolata e tostata in padella con un filo d'olio: la pasta acquisterà ancora più sapore.

ACCORGIMENTI
Come tutti i piatti, anche per quelli più semplici e scontati, la riuscita dipende dalla bontà delle materie prime. Anzi questo vale ancora di più per le ricette fatte da pochi ingredienti. Io uso le acciughe della costiera amalfitana e precisamente di Cetara, ma sono buone anche le siciliane di Sciacca. Diffidate di quelle che trovate già spinate e conservate sott'olio che trovate nei supermercati.

Spaghetti al nero di seppia

Questo è un piatto tipico della tradizione gastronomica siciliana. Per condire la pasta si utilizza, di base, il liquido nero contenuto nella vescica della seppia, che rappresenta lo strumento di difesa di questo animale nel suo ambiente naturale. E' una ricetta dalle origini umili. infatti tradizionalmente non si volevano scartare parti della seppia, ma ora è considerata una ricetta pregiata e dal forte sapore e profumo di mare. 


INGREDIENTI (dosi per sei persone)

  • 500 gr. di seppie
  • 500 gr. di pasta di semola di grano duro formato spaghetti (o linguine)
  • 250 gr. di pomodori pelati (o pomodorini)
  • 100 gr. di olio evo
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 pizzico di pepe
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • sale q.b.

PREPARAZIONE
Pulite le seppie praticando un piccolo taglio ed estraendo l’osso dal dorso, staccate la testa dal resto del corpo, tagliate via gli occhi assieme al dente centrale, poi spellate ed eviscerate la seppia stando attenti a togliere il sacchetto dell'inchiostro nero, posto nella parte bassa della seppia, che metterete da parte in una ciotolina e terrete sempre umido. Nel frattempo fate soffriggere in una padella l'olio con l'aglio e, quando questo si è imbiondito, aggiungete le seppie già pulite e tagliate a pezzetti.


Fatele rosolare per qualche minuto, quindi unite i pomodori e aggiustate di sale. 


A metà cottura del pomodoro, aprite la sacca con il nero, versatela nella padella e fate cuocere il tutto per circa 20 minuti. Lessate in acqua già salatala pasta al dente e poi spadellatela con il condimento per qualche minuto. Aggiungete prima di servire un po' di prezzemolo fresco tritato al momento.


ACCORGIMENTI
Per realizzare un buon condimento le seppie devono essere freschissime. Il nero di seppia oggi viene utilizzato soprattutto sotto l’aspetto cromatico.

Soffritto con interiora di agnello (fritticiello)

Quando dell'animale si utilizza tutto……. Questo è un piatto che si gusta ancora ai nostri giorni nel ricordo di festività passate o semplicemente per il gusto di ritrovare sapori rimasti intatti nel tempo che invitano a gustare anche un buon bicchiere di vino rosso e rilassarsi in compagnia. E' un piatto dal gusto un po' forte adatto a palati capaci di apprezzare pietanze antiche e della tradizione popolare.



INGREDIENTI (dosi per sei persone)
  • 1 kg. di frattaglie di agnello (cuore, fegato, polmoni, milza e rognoni)
  • 250 gr. di pomodori pelati (o pomodorini)
  • bicchiere di vino bianco
  • mezza cipolla bianca
  • 80 gr. di olio evo
  • due foglie d’alloro (o basilico)
  • 1 peperoncino piccante
  • sale q.b

PREPARAZIONE
Lavate bene le interiora dell'agnello e mettetele a scorrere in un colapasta per una mezz'oretta. Tagliate finemente la cipolla e mettetela in una padella capiente insieme all'olio e fatela soffriggere, quindi unite le frattaglie a dadini piccoli che avete tagliato precedentemente e lasciate soffriggere. In questa fase le frattaglie rilasceranno del liquido di cottura, quando questo comincerà ad asciugarsi versate il vino bianco e lasciate sfumare. Una volta che tutto sarà ben rosolato, aggiungete i pomodori e aggiustate di sale, fate completare la cottura per altri circa 10 minuti. 


Alla fine unite il peperoncino e gli odori (alloro d'inverno o basilico in primavera). Servite il piatto ben caldo.

ACCORGIMENTI
Quando comprate il soffritto d'agnello rivolgetevi sempre al vostro negoziante o al vostro macellaio di fiducia per avere un prodotto fresco e genuino. Va preparato e consumato subito, sconsiglio di congelarlo. In inverno è buono accompagnato alla polenta, mentre in primavera è meglio servirlo con verdure di stagione (piselli o asparagi).

sabato 16 novembre 2013

Profiteroles

Questo dolce francese, ma molto conosciuto anche in Italia, è un classico al cucchiaio e, in poche parole, si tratta di bignè farciti e ricoperti di cioccolato. La ricetta originale prevede l'uso di crema chantilly per la farcitura. Ma puoi farcire i tuoi bignè come preferisci: tra le varianti più diffuse la crema diplomatica o la panna per dolci. La preparazione di questo dessert non è complicata ma avrai bisogno di un po' di tempo a disposizione. 


INGREDIENTI
per i bigné (la pasta choux) :
  • 250 gr. acqua
  • 1 pizzico di sale
  • 100 gr. burro morbido
  • 150 gr. farina
  • 4 uova grandi
  • 1 cucchiaino di zucchero semolato
per la crema diplomatica:
  • 250 ml. di latte
  • 3 tuorli di uova
  • 25 gr. di farina
  • 75 gr. di zucchero semolato
  • 20 gr. di zucchero a velo
  • 200 ml. di panna fresca
  • mezza bustina di vaniglia (o mezza bacca)
per la glassa al cioccolato:
  • 1/2 lt. latte
  • 300 gr. zucchero
  • 50 gr. farina
  • 50 gr. cacao amaro
  • 150 gr. di cioccolato fondente

PREPARAZIONE
Per la preparazione dei bigné versate in un tegame l'acqua con il burro, lo zucchero ed una presa di sale.


Non appena l'acqua inizierà a bollire, togliete il tegame dal fuoco e buttateci dentro la farina setacciata, mescolando bene e rapidamente in modo da evitare che si formino grumi. Rimettete poi il tegame sul fuoco e, a fiamma bassa, mescolate con rapidità sbattendo con vigore il composto con un cucchiaio di legno: la miscela diverrà presto consistente e morbida e si staccherà dalle pareti, formando una palla. Quando sul fondo del tegame si formerà una patina bianca, togliete l'impasto dal fuoco,  e lasciate raffreddare. Intanto sbattete le uova a temperatura ambiente in un contenitore e aggiungete le uova un po' alla volta e molto lentamente al composto freddo, mescolando energicamente per incorporarle all'impasto. La pasta è perfetta se facendola scendere da un cucchiaio di legno formerà una specie di nastro. A questo punto mettete la pasta in una tasca da pasticcere con bocchetta liscia, ungete di burro la placca del forno (oppure usate della carta forno) e formate direttamente sulla placca da forno dei mucchietti di pasta rotondi (per i bignè) e infornare a 180° per circa 15-20 minuti.


Sfornate i pasticcini e fateli raffreddare in un vassoio per essere poi farciti.


Preparate la crema utilizzando gli ingredienti per la crema pasticcera e procedere come nel post. Montate la panna con lo zucchero a velo e aggiungetela alla crema pasticcera già raffreddata. Preparate la glassa al cioccolato mescolando zucchero, farina e cacao, aggiungete il latte freddo, mescolate di continuo e mettete sul fuoco, continuate a mescolare fino ad ebollizione, aggiungete il cioccolato fatto a pezzetti e fate sciogliere il tutto completamente. Mentre la glassa si raffredda riempite con una sac a poche i bignè con la crema preparata, poi ogni bignè verrà calato nel cioccolato (che nel frattempo si è raffreddato) e messo nel piatto da portata. Fate una bella piramide di pasticcini ed infine versate sopra il resto della glassa e volendo potete guarnire con qualche ciuffetto di panna montata. Molto importante è la presentazione del piatto: porta in tavola i tuoi Profitteroles su un bel vassoio e con i bignè disposti a piramide oppure dai sfogo alle tue doti artistiche creando la composizione più originale!


ACCORGIMENTI
Quando preparate la pasta choux non aggiungete altre uova se non saranno prima ben assorbite quelle aggiunte precedentemente. Vi suggerisco di non aprire il forno durante la cottura altrimenti la pasta choux si sgonfia, solo dopo aver visto un colore dorato, spegnete e aprite un po' il forno, dopo poco sfornate e lasciate che si raffreddino completamente. Se la glassa è troppo liquida aggiungete cioccolato fondente fino a raggiungere la densità giusta. Per montare la panna fatela stare in frigo per tutta la notte e qualche minuto nel freezer così monta meglio. Se vuoi usare la crema chantilly per farcire i bigné:  monta 500 ml. di da panna con lo zucchero a velo e aromatizzala con vaniglia.

giovedì 7 novembre 2013

Ciambellone classico

Sul ciambellone c'è ben poco da dire, una ricetta senza tempo che ha affascinato le nostre nonne come i nostri ragazzi, piace a tutti, adatto ad ogni occasione, dalla merenda del mattino al momento del tè del pomeriggio, magari decorato con un poco di crema ma senza è lo stesso, è il ciambellone ad essere buonissimo!



INGREDIENTI(ø 30 cm.)
  • 500 gr. di farina di grano tenero 00
  • 300 gr. di zucchero semolato
  • 5 uova
  • 50 gr. di burro
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • un bicchiere di latte
  • scorza di limone grattugiata
  • zucchero a velo per decorare


PREPARAZIONE
Separate i tuorli dagli albumi e montate a neve questi ultimi, fino a che non avrete ottenuto un composto spumoso. Ora unite lo zucchero ai tuorli e montateli per bene con una frusta a mano o elettrica. Aggiungete il bicchiere di latte e amalgamate, quindi unite a poco a poco al composto la farina e il lievito entrambi setacciati. Dopo aver amalgamato tutta la farina continuate unendo anche il burro sciolto a bagnomaria, non caldo. Unite anche la buccia di un limone (o di un’arancia) grattugiata e infine lentamente le chiare d'uovo montate. Mescolate con delicatezza con una paletta o cucchiaio dal basso verso l’alto fino a che non le avrete unite tutte. Rovesciate il composto in una tortiera da ciambella imburrata e infarinata. Cuocete in forno preriscaldato non ventilato a 180° per 40 minuti circa. Non vi rimane che gustare il vostro ciambellone, spolverato di zucchero a velo, con cioccolata o confettura di frutta, o inzuppato a colazione in una tazza di latte e a cena in un bicchiere di vino bianco.


ACCORGIMENTI
Come per tutti i dolci lievitati è importante fare attenzione quando si unisce la chiara dell'uovo al composto perché da questo dipenderà la morbidezza del vostro dolce. E' un'operazione che deve essere fatta lentamente per non smontare. Inoltre controllate la cottura facendo la prova dello stuzzicadenti. Se volete potete usare una tortiera di diversa forma per avere un effetto diverso.



mercoledì 6 novembre 2013

Timballo di tagliatelle paglia e fieno

Questo piatto è molto ricco e fa parte della tradizione culinaria napoletana. Si tratta di un timballo di pasta all'uovo condito con ragù e besciamella. Oltre ad essere buonissima, la ricetta ha il vantaggio di poter essere preparata in anticipo ed infornata all'occorrenza così da poter essere più liberi di stare con gli ospiti anziché dover stare dinanzi ai fornelli. Questo sformato è tanto buono quanto bello, quindi si rivela davvero una scelta strategica.


INGREDIENTI (dosi per sei persone)
per la pasta:
  • 500 gr. di farina di semola di grano duro
  • 3 uova
  • 1 mazzetto di spinaci
per le salse:
  • 800 gr. di pomodori pelati (o passata di pomodoro)
  • 100 gr. di olio evo
  • mezza cipolla rosata
  • 50 gr. di burro
  • 500 ml. di latte
  • 2 cucchiai di farina di grano tenero 00
  • sale q.b.
per il ripieno:
  • 80 gr. di parmigiano
  • 250 gr. di mozzarella (o scamorza)

PREPARAZIONE
Per il sugo, fate imbiondire in una casseruola la cipolla nell'olio evo, aggiungete i pomodori pelati passati (o direttamente la passata di pomodori)e il sale. Deve cuocere circa un'oretta e mezza, il tempo di preparare le tagliatelle e la besciamella. Vedi il post per la preparazione della "besciamella" con le dosi per 0,5 lt di salsa. Prepara due impasti per le tagliatelle nel modo indicato, dividendo la farina in due parti: 200 gr. li impasti con due uova e 200 gr. con un uovo e gli spinaci, come viene spiegato rispettivamente nel post "tagliatelle all'uovo" e nel post "lasagna verde", ma in quest'ultimo caso dovete preparare sfoglie più lunghe delle lasagne e poi tagliarle come le tagliatelle. Le tagliatelle vanno lessate per un minuto in acqua salata, scolate bene e mescolate con un mestolo di sugo e un mestolo di besciamella. 


Quando tutto è pronto vi preparate la tortiera o pirofila che più vi piace e mettete sul fondo un  mestolo di sugo e di besciamella, poi aggiungete metà delle tagliatelle, uno strato di scamorza tagliata a pezzetti e metà del parmigiano grattugiato.


Coprite con un mestolo di sugo e besciamella e aggiungete l'altra metà di tagliatelle. Coprite infine con il sugo, la besciamella e il parmigiano rimasti.


Infornate e fate cuocere per circa venti minuti a 200 °, fino a che non si forma la crosticina e servite il piatto caldo e filante.


ACCORGIMENTI
La difficoltà della preparazione consiste essenzialmente nella preparazione della pasta e delle salse, quindi, per quelli che non hanno la pazienza e il tempo, potete comprare la pasta fresca già pronta e anche la besciamella, state però attenti nella scelta dei prodotti che devono essere di qualità. La fase più delicata è la cottura della pasta che deve essere rapidissima, giusto un bollo, tanto cuocerà in forno. Questa ricetta nella sua forma originale prevede il ragù di carne e l'aggiunta di pisellini.

lunedì 28 ottobre 2013

Spaghetti al polpo

Questo è un piatto profumatissimo adatto in tutte le stagioni anche se il suo profumo di mare fa ricordare l'estate e il sole. La sua preparazione è semplice e veloce ma soprattutto fa da primo e secondo piatto contemporaneamente.



INGREDIENTI (dosi per sei persone)
  • 1 kg. di polpo verace (o polpetti)
  • 500 gr. di pasta di semola di grano duro formato spaghetti
  • 80 gr. di olio evo
  • 500 gr. di pomodori pelati (o pomodorini)
  • 1 spicchio di aglio
  • 100 ml. di vino bianco secco
  • pepe nero macinato al momento
  • un ciuffo di prezzemolo
  • sale q.b.

PREPARAZIONE
Pulite il polpo lavandolo accuratamente sotto acqua fresca corrente, eliminate le viscere contenute nella sacca, gli occhi, il dente centrale e strofinatelo per eliminare la patina vischiosa. Se la pezzatura è medio-grande tagliatelo a pezzi. Preparate un trito di aglio e prezzemolo e mettetelo in una larga padella insieme all'olio, fate soffriggere a fiamma dolce fintanto che l'aglio non si sarà appena dorato, togliete dal fuoco per qualche secondo per far raffreddare appena l'olio quindi unite il polpo. Fate cuocere per qualche minuto a fiamma media, girando con un mestolo di legno, quindi unite il vino bianco, da far evaporare. Unite i pomodori, aggiustate di sale e cuocete a fiamma dolce per 20 minuti circa. Controllate la cottura perché potrebbe essere necessario prolungare un po' la cottura. 



Lessate la pasta in abbondante acqua salata, scolate, e saltate nella padella del condimento per qualche minuto, girando di frequente. Servite immediatamente con una macinata di pepe e prezzemolo tritato.

ACCORGIMENTI
La preparazione di questo piatto è abbastanza semplice, il segreto della buona riuscita del piatto è dovuta alla giusta cottura e alla freschezza del polpo che deve avere una colorazione molto viva e intensa in tutte le sue sfumature, deve essere verace, cioè avere doppia fila di ventose!! Vi consiglio di usare polpi di piccola pezzatura, che cuociono più in fretta.

domenica 13 ottobre 2013

Risotto ai funghi

Questa è una delle ricette classiche tra le varie ricette a base di riso. Il risotto ai funghi è molto indicato nella stagione autunnale, quando è possibile reperire i funghi freschi, pur tuttavia è un piatto appetitoso durante tutto l'anno. Il risotto con i funghi è un piatto diffusissimo nelle tavole di tutta Italia, amato per la semplicità e il gusto. Facile e rapido da preparare,  è un classico primo piatto autunnale dal gustoso e aromatico sapore dovuto alla presenza del re dei funghi: il porcino.


INGREDIENTI (dosi per sei persone)
  • 450 gr. di riso varietà carnaroli
  • 250 gr. di funghi freschi misti(porcini, champignon, cardarelle, ovuli ecc.)
  • 60 gr. di olio evo
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 cipolla bianca piccola
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco
  • 1,5 lt. di brodo vegetale
  • 80 gr. formaggio parmigiano grattugiato
  • 50 gr. di burro
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • sale q.b.

PREPARAZIONE
Per prima cosa preparate il brodo per cuocere il risotto ai funghi, fatto semplicemente di odori che tradizionalmente si abbinano ai funghi: menta selvatica, sedano, prezzemolo, cerfoglio, timo, maggiorana. Fate bollire l'acqua con il sale e il mazzettino di erbe aromatiche per 5 minuti, poi filtratelo e lasciatelo da parte. Pulite con uno strofinaccio pulito i funghi freschi, togliendo le parti marce, lavateli dalla terra residua e tagliateli a pezzetti irregolari. Tagliate a fettine sottili la cipolla e mettetela a cuocere insieme all'aglio in un tegame a bordi bassi con l'olio evo e una noce di burro. Quando la cipolla si appassisce, togliete lo spicchio d'aglio e aggiungete i funghi, regolate di sale e lasciateli insaporire per circa 5 minuti. Unite il riso e fatelo tostare mescolando spesso, quindi versate il vino e lasciatelo evaporare. Continua la cottura del risotto aggiungendo mano a mano il brodo fatto con gli odori, mescolando spesso con un cucchiaio di legno. Lasciate cuocere il riso per circa 15-20 minuti. Una volta che il riso è al dente, toglietelo dal fuoco, aggiungete una noce di burro, il parmigiano grattugiato e mantecate il risotto con un mestolo in legno. Servite il risotto caldissimo con del prezzemolo fresco tritato.



ACCORGIMENTI
Mescolate il riso frequentemente, per evitare che si attacchi al tegame. Il risotto è un tipico metodo di cottura del riso della cucina italiana, la caratteristica principale è il mantenimento dell'amido che a fine cottura lega i chicchi tra loro come una crema. La morbida carne del porcino non annerisce neanche dopo il taglio e conserva intatto tutto il suo profumo anche dopo la cottura. I porcini non devono mai mancare nel risotto ai funghi, il top è fare questo risotto solo con i funghi porcini. Se non avete i funghi freschi potete utilizzare 50 gr. di funghi secchi, e in questo caso lasciateli in acqua tiepida mezz'ora prima di utilizzarli. Se utilizzate funghi congelati, metteteli in padella senza scongelarli prima.

martedì 8 ottobre 2013

Peperoni in agrodolce

Questo piatto è un contorno squisito che si accompagna bene con le carni più saporite e un po' grasse, dando un tocco in più ai vostri piatti. I peperoni rappresentano uno degli ortaggi principe di fine estate. Molte sono le ricette in cui utilizzarli, dai classici peperoni ripieni oppure la tradizionale peperonata. La ricetta che vi propongo stranamente non somiglia per niente a quelle più conosciute sotto il nome di "peperoni in agrodolce". Provatela, non rimarrete delusi!La ricetta per un contorno gustoso, perfetto da gustare all'arrivo dei primi freddi e durante la stagione invernale.


INGREDIENTI (dosi per sei persone)
  • 4 peperoni belli sodi (misti gialli e rossi)
  • 2 cucchiai di aceto
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato
  • olio evo per friggere
  • sale q.b.

PREPARAZIONE
Lavate e asciugate bene i peperoni, eliminate il torsolo e i semi interni, tagliateli a liste di un paio di centimetri di larghezza, quindi ricavare dei pezzetti romboidali. Mettete sul fuoco una padella capiente con abbondante olio evo e friggete a fuoco moderato i peperoni. Aggiustate di sale e fate cuocere per circa 5-10 minuti fino a che sono dorati e ammorbiditi.


A questo punto versate l'aceto con lo zucchero e mescolate a fiamma vivace. Dopo qualche minuto spegnete il fuoco. Serviteli a temperatura ambiente per assaporare meglio il gusto dell'agrodolce.

ACCORGIMENTI
L'argomento "agrodolce" merita una parentesi: la dose da me indicata è il minimo, per un agrodolce che si rispetti, in ogni caso, per capire se l'agrodolce è al punto giusto per il proprio palato bisogna assaggiare quando i peperoni sono freddi e nel caso aggiungere altro aceto o altro zucchero. Si può anche fare una variante alla ricetta aggiungendo a fine cottura un bicchiere di vino bianco invece dell'aceto con lo zucchero. Se la padella non è sufficientemente capiente potete anche friggere in due-tre volte e poi condire tutto insieme.