lunedì 17 dicembre 2012

Pasta e ceci

Questo piatto è molto sostanzioso, deriva dalla tradizione contadina ed è adatto soprattutto nei freddi mesi invernali. La pasta e ceci è un piatto dal sapore rustico che può essere servito anche come piatto unico e che dispone di mille varianti; la pasta e ceci può essere infatti bianca e quindi senza pomodoro, molto brodosa o poco brodosa, dal sapore forte o più delicato. I ceci sono i legumi più coltivati nel globo, anche in Italia vengono coltivati un po' in tutte le regioni, con prevalenza al centro (Toscana, Umbria, Lazio) e al sud (Sicilia, Puglia).


INGREDIENTI (dosi per sei persone)
  • 400 gr. di pasta di semola di grano duro formato fettuccelle (mafaldine, lasagnette, pasta mista)
  • 250 gr. di ceci
  • 100 gr. di olio evo
  • 150 gr. di pomodori pelati o di pomodorini (opzionali)
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 1 pizzico di pepe
  • sale q.b.

PREPARAZIONE
Mettete in ammollo i ceci la sera prima con un po' di bicarbonato di sodio, il giorno dopo cambiate l'acqua e lessateli. Quando vengono a bollore si formerà una patina biancastra nella pentola, toglietela e fate cuocere per almeno un paio d'ore.


Quando vedete che i ceci stanno per cuocersi, preparate un soffritto in una padella con l'olio e l'aglio tritato, poi aggiungete i pomodori tagliati e fate cuocere per qualche minuto. A questo punto versate i ceci con il loro brodo di cottura in padella, amalgamate il tutto e aggiustate di sale. Spezzate la pasta grossolanamente e lessatele in acqua salata, una volta cotta al dente, versatela nella padella dei ceci con il prezzemolo tritato. Saltate e amalgamate per dare sapore, qualora il preparato vi sembrasse un po' secco, aggiungete un pochino di acqua della cottura della pasta. Servite con un pizzico di pepe e buon appetito.

ACCORGIMENTI
Se vi piace più azzeccosa una parte dei ceci la potete passare, come nella versione toscana. 


A seconda del vostro gusto durante la bollitura dei ceci potete aggiungere qualche aroma come l'alloro e/o il timo. La pasta e ceci è buona anche con la pasta fatta a mano: tagliatelle, laganelle, maltagliati. Se non volete fare tutta la trafila di cottura dei ceci, comprate i ceci precotti, non saranno la stessa cosa, ma buoni lo stesso. 

sabato 15 dicembre 2012

Pepanie imbottite

Chiamatele pepanie, papaccelle, pupacchie, chiochiere….. ma sono sempre i buonissimi peperoni tondi “curati” sotto aceto. Questa varietà di peperoni, dalla pezzatura piccola, variamente colorata di giallo sole, di verde e di rosso intenso o vinato, è prettamente campana, la sua coltivazione nasce nelle zone del napoletano e del vesuviano. Di questa ricetta ne esistono svariate versioni, ma questa maniera di preparare la pepania è quella che preferisco. Sono un piatto tipico dell'Irpinia nel periodo di Natale. Oltre a questa classica ricetta questi peperoni si sposano bene con carne di maiale, salsicce, baccalà o nell'insalata di rinforzo a Natale.


INGREDIENTI (dosi per sei persone)
  • 12 peperoni grandi già curati sott'aceto
  • 30 cl. di vino cotto (mosto di vino cotto)
  • 250 gr. di mollica di pane casareccio raffermo
  • 80 gr. di acciughe sotto sale
  • 30 pinoli
  • 100 gr. di noci sgusciate e tritate
  • 100 gr. di nocciole sgusciate e tritate
  • 150 gr. di olive nere di Gaeta
  • 20 gr. di capperi desalati
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 1 pizzico di pepe
  • olio evo q.b.
  • sale q.b.

PREPARAZIONE
Togliete i peperoni dall'aceto e metteteli in acqua per una notte, poi con un coltello staccare il torsolo da ogni pepaina, eliminate i semi, avendo cura di non romperli, e mettete da parte il picciolo. Tenete a bagno in acqua fredda per circa 3-4 ore in modo che perdano il sapore troppo forte dell'aceto in cui sono stati conservati. Poi scolatele e tenetele capovolte per una notte, in modo che perdano completamente l'eccesso di acqua e aceto. Preparate in una ciotola capiente il ripieno: sgretolate il pane raffermo, dissalate le acciughe, deliscatele e sminuzzatele finemente, denocciolate le olive e fatele a pezzetti, unite tutti gli altri ingredienti e mescolate bene con l'aggiunta finale di mezzo bicchiere di olio evo.


Iniziate l'imbottitura, che deve essere sufficiente per riempire tutti i peperoni, quindi dividete l'impasto in parti uguali e in modo proporzionale alla grandezza dei peperoni, coprite il buco dei peperoni con i torsoli che avete conservato.


In una padella scaldate l'olio evo e quando è caldo mettete i peperoni, avendo cura di girarli da tutte le parti, aggiustate di sale.


Dopo 15/20 minuti a cottura ultimata togliete i peperoni dalla padella e dispoteli in un altro tegame capiente a cui aggiungete un filo d'olio evo e il vino cotto. Fateli stufare per circa 5 minuti a fuoco moderato e comunque fino ad ottenere una riduzione caramellosa del liquido. Servite le pepaine, sia calde che fredde, cospargendole con la riduzione di vino cotto.


ACCORGIMENTI
Per curare le pepanie vengono messe, nel mese di settembre, in una soluzione composta da aceto di vino rosso forte, diluito per circa il 40% da vino rosso o acqua, più qualche spicchio di aglio intero (con tutta la veste) ed alcuni rametti di menta e origano. Dopo circa 60 giorni si possono utilizzare. Si conservano sott'aceto alla fine dell'estate per consumarli durante l'anno. Se le comprate già curate potete evitare di metterle in acqua per una notte. Non mettete il sale nel ripieno. Si possono preparare svariati piatti come per esempio: il crostino del barone, stocco e pupacchie, scannatura  di maiale e pupacchie, pipilli con aringa affumicata e pupacchie, patate fritte e pepanie, baccalà e pepanie.......

venerdì 14 dicembre 2012

Carciofi 'ndorati e fritti

I carciofi dorati e fritti sono un classico della nostra cucina. Possono essere presentati come antipasto, o come contorno. Si preparano molto velocemente, e visto che il carciofo si ossida facilmente, e che la frittura è buona calda e croccante, quando li preparo è bello vedere in cucina i commensali che li mangiano al volo con le mani, appena tolti dall'olio bollente. Una vera prelibatezza!!


INGREDIENTI (dosi per sei persone)
  • 10 carciofi
  • 5 uova
  • 1 limone
  • farina q.b.
  • sale q.b.
  • olio evo q.b.

PREPARAZIONE
Pulite i carciofi, eliminando le foglie esterne, lasciando solo il cuore con le foglie più tenere, poi tagliate la parte sopra delle foglie più dura e pulite il gambo lasciandone circa un paio di centimetri. Tagliate i carciofi a fettine sottili spesse 1 cm. circa. Mettete le fette di carciofo in acqua e succo di limone per non farle annerire e lasciatele in ammollo per circa dieci minuti, aggiungendo anche una spolverata di farina, perché anche l'amido della farina evita l'annerimento. Prendete le uova rompetele e mettetele in una ciotola con un bel pizzico di sale, in modo da condire anche i carciofi stessi, e sbattetele con una forchetta. Alzate i carciofi dall'acqua e limone e metteteli in un colapasta, asciugateli con un canovaccio e rimetteteli in una ciotola con la farina in quantità tale da coprire completamente i carciofi. Poi pochi alla volta mettete i carciofi infarinati nelle uova battute.


A questo punto li friggete in un tegame con olio evo caldo. Devono cuocere circa 7/8 minuti a fuoco medio, girandoli spesso e devono diventare belli dorati. Quando saranno dorati metteteli su carta assorbente o carta paglia per eliminare l'olio in eccesso. Servite caldi!


ACCORGIMENTI
Usate carciofi freschissimi, se trovate i carciofini tagliateli a spicchi piccoli, friggete in un buon olio, io come sempre utilizzo l'olio extravergine perché la frittura è più buona e genuina. Se non li consumate tutti, quelli che rimangono li potete passarli al forno con mozzarella, sugo e parmigiano.

giovedì 13 dicembre 2012

Struffoli

Sono un dolce natalizio tipico della tradizione napoletana, la loro esecuzione risulta abbastanza agevole, basta avere dimestichezza con la frittura. Praticamente sono delle palline di pasta fritta mescolate al miele e decorate coi "diavulilli". La mia ricetta, ereditata da mia madre, è un po' diversa rispetto a quella classica napoletana, ma vi assicuro che il risultato è ugualmente buono.


INGREDIENTI
  • 400 gr. di farina di grano tenero 00
  • 4 uova
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci in  polvere (oppure bicarbonato, ammoniaca)
  • 1 dl. di cognac (oppure rum, grappa, whisky, limoncello, ecc)
  • 500 gr. di miele (millefiori, acacia, castagno)
  • 30 gr. di corallini colorati (diavulilli)
  • olio di semi di girasole per friggere

PREPARAZIONE
Su una spianatoia mettete la farina a fontana, all'interno di essa aggiungete le uova e tutti gli altri ingredienti. L'impasto deve essere molto molto morbido, una volta ottenuto un composto omogeneo e abbastanza compatto, dategli la forma di una palla e tenetelo coperto affinché non asciughi.


Dividete l'impasto in tanti bastoncelli spessi meno di un dito, rullandoli sul piano leggermente infarinato, poi man mano che li formate tagliateli a tocchettini. Friggeteli in olio bollente e, appena biondi, poneteli su carta assorbente.


Quando avete finito di friggerli metteteli in un recipiente capiente e mescolateli bene con il miele caldo. Ora prendete un piatto da portata e disponete gli struffoli a cupola, aggiungete infine i corallini colorati. Li potete conservare anche per qualche giorno.

ACCORGIMENTI
L'unica attenzione che dovete avere è sui tempi: quando li mettete nell'olio si gonfiano e appena dorati li dovete togliere dal fuoco, altrimenti si induriscono; poi appena avete finito di impastare li dovete friggere e appena fritti dovete aggiungere il miele. In alcune ricette aggiungono all'impasto anche lo zucchero e il burro, ma io preferisco i miei struffoli perché sono più leggeri.

mercoledì 12 dicembre 2012

Fusilli avellinesi

Questo formato di pasta è tipico dell'Irpinia, infatti in tutti i ristoranti dell'Avellinese trovate nel menù i fusilli al ragù, anche nella variante al tegamino. La mia mamma diceva che i tradizionali fusilli avellinesi erano abbastanza lunghi (circa 20 cm), mentre quelli più corti sarebbe più giusto chiamarli "code di fuso".


INGREDIENTI
  • farina di semola di grano duro
  • acqua q.b.
Fusillo e coda di fuso
Il ferro che si vede si tramanda da oltre 60 anni,
era della mamma di mia cognata Maria

PREPARAZIONE
Sulla spianatoia mettete la farina, create una fontana centrale e aggiungete l'acqua. Lavorate l'impasto per una decina di minuti, deve risultare abbastanza sodo ma morbido. Considerate che per sei persone ci vuole circa 1 chilo di pasta (700 gr. di farina e ca 300 ml. di acqua), in quanto la pasta di semola rende meno di quella con farina di grano tenero. Per cavare i fusilli ci vuole un ferretto, si dice che una volta si usava quello per fare le calze, io ne ho uno che era della mamma di mia cognata Maria.


Man mano che li lavorate poneteli su un canovaccio pulito e fateli asciugare rotolandoli di tanto in tanto. Devono asciugare almeno per un'oretta prima di lessarli. Conditeli con un buon ragù e se volete farli al tegamino aggiungete parmigiano grattugiato e mozzarella e infornateli a 200°C per circa 15 minuti.


ACCORGIMENTI
Teneteli sempre ben separati ad asciugare ed esercitate la stessa pressione quando si passa il ferretto, usate la farina se serve: non si devono attaccare al ferro. State attenti alla cottura quando li fate al tegamino, infatti hanno bisogno di una veloce bollitura, perché poi completano la cottura nel forno.

lunedì 10 dicembre 2012

Muffin di Maria

Sono piccoli dolcetti, di origine anglosassone, molto adatti per fare colazione la mattina, ma sono buoni anche a merenda. Ho imparato a farli da mia figlia Maria, che promette molto bene in cucina, soprattutto per la sua contaminazione internazionale. Si possono preparare con ripieno di mirtilli, cioccolato, lampone, cannella, zucca, noce, limone, banana, arancia, pesca, fragola, mandorle, cocco, carote e ......quello che più vi piace.

muffin con gocce di cioccolato e mandorle
muffin al cocco e cioccolato
INGREDIENTI (per 12 stampini - ricetta base)
  • 300 gr. di farina di grano tenero 00
  • 150 gr. di zucchero semolato
  • mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 1 bustina di lievito in polvere per dolci
  • 2 uova
  • 100 gr. di burro fuso (oppure olio di semi)
  • 250 ml. di latte (oppure yogurt o ricotta)

PREPARAZIONE
Accendete il forno a 180°C e imburrate gli stampini, o in alternativa usate gli stampi già pronti in silicone. In una ciotola mescolate tutti gli ingredienti secchi facendo un buco in mezzo. In un altra ciotola mescolate bene il latte (o lo yogurt) con le uova sbattute e il burro fuso tiepido o l'olio di semi. Versate il tutto nel buco fatto nella farina, mescolate delicatamente e velocemente: il tutto deve avvenire in una manciata di secondi e il tocco deve essere veramente leggero.


Versate il composto ottenuto negli stampini che devono essere riempiti per circa 3/4. 


Cuocete subito in forno statico a 180°C per circa 20 minuti, fino a che i muffin non appaiono cresciuti e dorati. Sono pronti quando introducendo lo stecchino ne esce fuori pulito. Fateli raffreddare su una gratella per dolci e serviteli tiepidi o freddi.

ACCORGIMENTI
Nel procedimento è sempre prevista la preparazione di 2 composti: uno con gli ingredienti secchi in polvere, e un composto a base di ingredienti liquidi/umidi. I due composti devono essere amalgamati insieme velocemente e assolutamente senza mescolare troppo, deve risultare un impasto molto grumoso (saranno proprio questi grumi che renderanno il muffin morbido). Sono possibili mille variazioni: a volte ho aggiunto una manciata di mandorle tritate, altre volte la farina di cocco e la polvere di cacao, anche diversi tipi di frutta. E' chiaro che quando si aggiungono polveri o farine bisogna aumentare la parte liquida (latte o yogurt). 

Lasagne alla bolognese

Cosa posso dire di questo piatto che non sia stato già ampiamente spiegato e dettagliato in tutte le lingue, visto che è conosciuto in tutto il mondo? Armatevi di pazienza, passione e tempo, perché poi il risultato finale sarà veramente gratificante e di grande successo in tavola. In generale le lasagne e tutte le altre paste al forno sono considerate piatti delle grandi occasioni. A me piace anche la variante con lasagna verde, che risulterà ancora più delicata.



INGREDIENTI (dosi per sei persone)
per la pasta:
  • 300 gr. di farina di semola di grano duro
  • 3 uova (per la lasagna verde 1 uova e un mazzetto di spinaci)
per il ragù bolognese:
  • 500 gr. di macinato magro di manzo
  • 1 salsiccia di suino
  • 1 cipolla ramata media
  • 1 carota grande
  • 1 ciuffo di sedano(la parte tenera interna vicina al gambo)
  • 750 gr. di passata di pomodoro
  • 100 gr. di olio evo
  • 1 noce di burro
  • sale q.b.
per la salsa besciamella:
  • 1 lt. di latte
  • 100 gr. di burro
  • 4 cucchiai di farina di grano tenero 00
  • 1 pizzico di noce moscata 
  • 1 pizzico di pepe
  • 200 gr. di formaggio parmigiano grattugiato
  • sale q.b.

PREPARAZIONE
Per la preparazione del ragù vedere il post corrispondente al "ragù bolognese", lo stesso vale per la "besciamella". Per la preparazione delle lasagne consultate il post "lasagne all'uovo" oppure "lasagne verdi". Preparatevi uno spazio avendo a portata di mano tutti gli ingredienti che vi servono. Prendete una teglia e mettete sul fondo un bel mestolo di salsa besciamella e di ragù bolognese, poi fate un primo strato di lasagne a loro volta già condite con una delle due salse (anche mescolate insieme), continuate a mettere strati alternando una salsa con l'altra e aggiungendo ad ogni strato una manciata di parmigiano grattugiato. Finite con l'ultimo strato di ragù bolognese, besciamella e parmigiano.


Tra l'odore che emana dal forno e il gusto quando la mangiate è tutta un'armonia di sensi!!!


ACCORGIMENTI
Rispettate i rapporti tra lasagne e salse. La caratteristica di questo piatto è che le lasagne devono affogare nella salsa. Lo spessore delle lasagne deve essere molto sottile, io uso l'ultimo scatto della macchinetta per la pasta. Fate attenzione che le lasagne siano sempre ben separate, altrimenti si incollano e diventano sgradevoli. Se volete potete usare le lasagne già preparate, purché siano di buona qualità e non troppo doppie, altrimenti assorbono acqua. La bontà di questa ricetta dipende molto dalle giuste proporzioni tra i vari ingredienti.

venerdì 7 dicembre 2012

Besciamella

Questa salsa viene utilizzata in tantissime ricette, perché è un buon legante, ma non appartiene alla tradizione del Meridione d'Italia, infatti non ricordo che da bambina io abbia mai mangiato piatti con la besciamella. In Italia la besciamella è particolarmente presente nella cucina emiliana. Alcuni popolari piatti basati su questa salsa sono: lasagne, cannelloni e diverse varietà di pasta al forno.



INGREDIENTI (dosi per circa 1 lt. di salsa)
  • 1 lt. di latte
  • 100 gr. di burro
  • 4 cucchiai di farina di grano tenero 00
  • 1 pizzico di noce moscata
  • 1 pizzico di pepe nero
  • sale q.b.

PREPARAZIONE
Mettete in una pentola il burro e fatelo sciogliere lentamente, aggiungete la farina setacciata e fatela assorbire dal burro fuso. Togliete dal fuoco la pentola e aggiungete lentamente il latte caldo, girando con la frusta fino a quando il composto non avrà assorbito completamente tutto il latte, evitando di fare grumi. Rimettete la pentola sul fuoco e, sempre girando con la frusta, aspettate che si addensi, salate e spegnete il fuoco, finite la salsa aggiungendo un pizzico di noce moscata e di pepe.

ACCORGIMENTI
La fase più delicata nella preparazione della besciamella è la fase iniziale, cioè quando si mette il latte, perché può capitare che si formino grumi, in questo caso usate il mixer e poi continuate la cottura. Decidete la densità della salsa in base all'uso che ne dovete fare, nel caso vi serve per piatti da infornare preparatela più liquida, usando meno farina.

domenica 2 dicembre 2012

Risotto alla pescatora

Questo piatto è un classico della cucina marinara, infatti si mangia principalmente nei luoghi di mare, dove si può gustare in diverse versioni a seconda delle regioni, del pesce impiegato e dell'estro del cuoco. E' uno dei piatti preferiti dalla mia famiglia e mi riesce anche molto bene.



INGREDIENTI (dosi per sei persone)
  • 450 gr. di riso varietà carnaroli
  • 500 gr. di vongole
  • 500 gr. di cozze
  • 200 gr. di gamberi
  • 250 gr. di calamaretti (o totanetti, seppioline)
  • 1 lt. di brodo di pesce
  • 80 gr. di olio evo
  • 4 pomodorini (opzionali)
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 1 pizzico di pepe nero
  • sale q.b.


PREPARAZIONE
Eviscerate e pulite il pesce, fatelo a pezzetti. Pulite e lavate le cozze, mettetele sul fuoco per farle aprire, togliete i gusci e conservate il frutto con il relativo liquido rilasciato. Fate spurgare nell'acqua per un'oretta le vongole e poi fatele aprire sul fuoco, eliminate i gusci e conservate i molluschi con la loro acqua. Nel caso fate depositare la sabbia sul fondo della pentola prima di recupera il liquido di cottura. Prendete la risottiera e mettete l'olio con il trito di aglio, fate appena soffriggere e aggiungete i pomodorini e poi i calamaretti.


Fate cuocere per pochi minuti e aggiungete il riso, che deve assorbire il condimento, quando il riso diventa trasparente e tostato mettete il vino e fatelo evaporare velocemente girando energicamente. A questo punto potete aggiungere lentamente il brodo di pesce già salato, come un normale risotto.


Quando mancano pochi minuti a fine cottura aggiungete i molluschi e il loro liquido, fate assorbire e continuate ad amalgamare, aggiustate di sale e infine aggiungete i gamberetti, completate la cottura e servite il piatto con il trito di prezzemolo e una macinata di pepe.

ACCORGIMENTI
Avvertenza principale è la freschezza del pesce, in alternativa potete usare un buon surgelato, anche se il risultato non sarà uguale. Per preparare il brodo di pesce fatevi dare dal pescivendolo una testa di pesce o delle lische, usate anche le teste e i carapaci dei gamberi. Se non riuscite a fare il brodetto, potete comprarlo già fatto, in alternativa potete usare anche del buon brodo vegetale. State attenti con il sale in quanto il liquido rilasciato dai molluschi è salato. Il risotto può essere fatto con vari tipi di pesce, dipende da quello che trovate fresco, per esempio al posto dei calamari si possono usare le seppie o i totani, spesso mi capita di non mettere le cozze o i gamberi. Insomma potete personalizzarlo a seconda dei gusti e della disponibilità di pesce fresco che trovate. Si può cucinare anche in bianco senza i pomodorini.

sabato 1 dicembre 2012

Baccalà in umido (a zuppa)

Questo piatto nasce dall'esigenza di utilizzare le parti del baccalà meno pregiate,  "e' scelle , a' cora e a' panzetta", cioè le parti vicine alla testa e alla coda e la pancetta. Infatti la caratteristica di questi pezzi di baccalà è quella di essere più stretti e quindi meno carnosi. La ricetta fa parte del palmares culinario di mia madre, che a sua volta l'aveva imparato dalla sua mamma, come piatto da osteria. Vi assicuro che nella sua semplicità è una vera prelibatezza.


INGREDIENTI (dosi per sei persone)
  • 1,5 kg. di baccalà dissalato (panzetta e scelle)
  • 200 gr. di pomodori san marzano
  • 50 gr. olio evo
  • mezza cipolla ramata
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 ciuffo di sedano
  • sale q.b.

PREPARAZIONE
Sciacquate il baccalà già ammollato e mettetelo a pezzi nel tegame insieme all'olio, ai pomodori tagliati in quarti e a tutti gli altri ingredienti, tagliati grossolanamente.


Fate cuocere a fuoco lento per circa 15 minuti coperto con coperchio. Aggiustate di sale se necessario e servite come una zuppa con crostini di pane abbrustolito. Il baccalà cuocendo rilascerà abbondante liquido suo. Può essere consumato sia come secondo piatto che come antipasto, riducendone le quantità e facendolo asciugare un poco in più.


ACCORGIMENTI
Cosa dire: importante che sia buono il baccalà e poi non fate asciugare troppo, se no che zuppa è? Sembra strano ma è un piatto nutriente e leggero, adatto per tutte le età e per tutte le diete.

Liquore alla liquirizia

Il liquore di liquirizia lo dedico a mia sorella Patrizia, che ne è una grande estimatrice. La liquirizia è una pianta erbacea che cresce in modo spontaneo nei terreni argillosi della Calabria. Già anticamente sono state riconosciute diverse proprietà alle radici di questa pianta, tra cui quella di far aumentare la pressione sanguigna. Il sapore unico ed inequivocabile, ne fa un dopo-pasto digestivo esclusivo, da gustare all'occorrenza anche freddo: una originalità che indubbiamente stupirà i vostri ospiti.


INGREDIENTI
  • 1 lt. di alcool di buona qualità 95°
  • 200 gr. di polvere di liquirizia calabrese
  • 500 gr. di zucchero
  • 0,5 lt. di acqua

PREPARAZIONE
Scaldate l'acqua portandola quasi alla ebollizione, sciogliete prima lo zucchero e poi la polvere di liquirizia facendola cadere a pioggia poca per volta con un cucchiaino da caffè e girando in continuazione con un cucchiaio o un mestolo. Finita la polvere spegnete il fuoco e fate raffreddare lo sciroppo con la liquirizia fino a temperatura ambiente sempre mescolando. A questo punto unite l'alcool girando con il mestolo per amalgamare bene sciroppo e alcool, finito ciò imbottigliate. Una volta imbottigliato il liquore, di tanto in tanto, scuotete le bottiglie, per far si che eventuali grumi di liquirizia in formazione specialmente sul fondo si sciolgano prima di solidificarsi troppo. E' buono anche subito, ma dopo un mese o due, l'alcool e lo zucchero si saranno amalgamati a dovere.

ACCORGIMENTI
Le quantità degli ingredienti possono essere variate a seconda dei gusti personali. L'originale polvere di liquirizia viene dalla Calabria e quindi vi consiglio di usare un prodotto di origine protetta. Il potere dolcificante di questo glicoside è stimato essere 50-100 volte superiore a quello dello zucchero; oltre a questa e a numerose altre interessanti proprietà fitoterapiche : antivirale, antiulcera, epatoprotettiva, lassativa, antinfiammatoria, espettorante e gastroprotettiva, la liquirizia e la glicerizzina in essa contenuta vantano anche un'azione ipertensiva, quindi un consumo eccessivo di questa sorta di leccornia, con i suoi aromi e sapori tipici, può causare qualche problema, soprattutto a chi soffre di pressione alta.